Investire sulle aziende e-commerce in Asia

Anche i piccoli investitori devono puntare su portafogli globali e, quindi, oltre le nostrane Tiscali o Opengate devono guardare al Nasdaq e anche oltre. In particolare, da qualche tempo su Goa (www.Goa.it) viene segnalata la crescita della new economy in Asia.

Dal Giappone a Singapore, dalla Corea del Sud all'Indonesia è un fiorire di iniziative che, da tempo, sono uscite dalla fase dello spontaneismo molecolare e disegnano una vera e propria rinascita delle economie locali in chiave web. Infatti, non è da dimenticare che l'economia asiatica è convalescente da una grave malattia recessiva e che il settore web, in quest'ultimo anno, si è andato caratterizzando come una realtà dinamica capace di avviare la ripresa di tutta l'economia e, soprattutto, la sua radicale trasformazione.

Non è esclusa da questo processo di webizzazione di segmenti crescenti dei processi economici la Cina, mitico mercato potenziale di oltre un miliardo di consumatori che, lentamente, in alcuni contesti delimitati, sta interpretando la new economy.

In Asia new economy, per ora, è soprattutto e-commerce, sia B2C che B2B. I dati sono eloquenti: il B2C passerà da 8,4 miliardi di dollari del 2000 ad oltre 48 miliardi di dollari nel 2003, mentre il B2B è ancora più "a razzo" visto che dagli attuali 30 miliardi di dollari salirà nel 2004 a mille miliardi di dollari.

Il dato importante è che le difficoltà di procedere ai pagamenti legati alle transazioni online e quelle di consegna hanno stimolato negli e-traders la ricerca di originali soluzioni "click-and-mortar", che permettono all'acquirente di sfruttare l'ampiezza, la comodità e la velocità degli acquisti online con piena garanzia (per lui e per il venditore) per quanto riguarda gli aspetti finanziari e di logistica.

Alcuni esempi di siti che vanno per la maggiore sono la cinese eachnet.com che ha ottenuto consistenti finanziamenti e che punta ad avere profitti in un paio d'anni. E cinesi sono anche 8848.net e dangdang.com, libreria con oltre 200 mila titoli in cinese. Alle divisioni asiatiche di Amazon.com e Priceline.com, si affianca Books.com situata in Taiwan che sta crescendo molto velocemente e ebabyasia.com che offre prodotti di lusso per asiatici ricchi con un ampio catalogo di prodotti online che ha fruttato nella prima settimana di febbraio vendite per oltre 4 mila dollari.

Il quadro dell'e-commerce asiatico non può non tenere conto di alcune aziende indiane, visto che proprio dall'India giungono alcune potenziali grandi protagoniste del Nasdaq prossimo futuro. Oltre al produttore di software Wipro è da segnalare Bababazaar.com commercia in prodotti alimentari e i pagamenti sono fatti direttamente alla persona che consegna i prodotti.

In questo quadro, tumultuoso nel B2B si fanno largo altri importanti iniziative come, ad esempio, MeetChina.com che permette agli importatori stranieri di trovare nel contesto cinese i produttori dei beni che desiderano. Il dato più interessante è che il sito elenca i prezzi dei beni, cosa che facilita il rapporto tra la realtà cinese (ancora sottoposta ai prezzi-ombra di un'economia pianificata) e le economie di mercato per le quali il prezzo è l'indicatore principale del valore e del costo effettivo di una merce.

Goa 27-4-2000