L'IPO dei record: AT&T Wireless sfida l'orso borsistico
C'è grande attesa a Wall Street per il più ricco collocamento nella storia del mercato
borsistico statunitense. Tra qualche ora è previsto il debutto al New York Stock Exchange
di AT&T Wireless (NYSE:AWE), la divisione del gruppo che gestisce la telefonia cellulare.
Nel tardo pomeriggio di ieri è stato comunicato che il collocamento di circa il 16% dell'AT&T
Wireless avverrà al prezzo di 29,50 dollari per azione, che si colloca nella parte superiore
della forchetta - insolitamente ampia (26-32 dollari)- che era stata indicata.
E' il segnale che l'ottimismo che circonda la mega-Ipo non è stato scalfito dalla volatilità che imperversa al Nasdaq in questo periodo. Prospettive positive che avevano trovato conferma martedì scorso nei risultati finanziari superiori alle aspettative che l'AT&T Wireless ha realizzato nel primo trimestre del 2000. Ma, come in tutti gli eventi avvertiti come storici, a dominare è sempre il nervosismo: in gioco non c'è soltanto l'AT&T, ma il futuro del mercato delle IPO. L'At&T Wireless vanta 12 milioni di abbonati negli Stati Uniti e copre con i suoi servizi di telefonia mobile il 65% del territorio degli Stati Uniti (conta di arrivare al 70% entro la fine dell'anno). E' già in possesso di licenze che le consentirebbero di coprire il 94% della popolazione USA. Proprio per sfruttare questo potenziale di crescita ha avviato una radicale ristrutturazione che utilizzerà i due terzi delle entrate provenienti dal collocamento (circa 7 miliardi di dollari sui 10,62 totali) per una strategia focalizzata sull'espansione del network e sull'acquisizione di concorrenti. Il resto delle risorse ottenute con l'IPO é destinato alla casa madre. Nel mercato USA della telefonia mobile, il posizionamento dell'AT&T Wireless è interessante. Attualmente è in corso una fase di accorpamento dei competitors - Vodafone/Airtouch (NYSE:VOD) che ha una joint venture con Bell Atalantic (NYSE:BEL), e GTE (NYSE:GTE) - dalla quale AT&T Wireless risulterà in seconda posizione come ricavi, in terza come quota abbonati e in quarta come copertura della popolazione. Secondo gli analisti si tratta di un mercato in forte espansione che consentirà lo sviluppo di diverse compagnie impegnate nel cellulare. Lo scenario futuro potrebbe essere ancora più favorevole all'AT&T Wireless che potrà sfruttare l'enorme capitale a disposizione e le sinergie con gli altri servizi dell'AT&T. Ma, soprattutto, pesano gli eccellenti risultati finanziari della compagnia. Proprio due giorni fa sono stati anticipati i dati relativi al primo trimestre 2000 dell' unità dei cellulari (i risultati completi dell'AT&T saranno comunicati il 2 maggio) che vanno oltre le già rosee previsioni. Le entrate del primo quarto di quest'anno segnano un incremento del 40,7% rispetto al periodo corrispondente del 1999 (il 33,1% tenendo conto dell'acquisizione avvenuta qualche mese fa della Vanguard Cellular) e ammontano a 2,198 miliardi di dollari. L' EBITDA (utili prima di interessi, tasse, deprezzamento e ammortamento) cresce del 112% (430 milioni di US$ rispetto ai 203 del primo trimestre 1999) grazie all'aumento dei ricavi e alla diminuzione dei costi di connessione. In seguito all'ottimo inizio dell'anno, l'AT&T Wireless ha rivisto le previsioni di incremento dell' EBITDA per il 2000, passando dal 35-40% al 40-45% rispetto al 1999. Non mancano, peraltro, gli inviti alla cautela che sono determinati dai recenti rovesci subiti dal mercato delle Ipo e da un recente studio dei professori Vijh e Matthew Billett (Iowa University) che mette in luce come i due terzi degli scorpori aziendali abbiano prodotto risultati negativi. Eppure, l'impressione dominante è quella che l'AT&T Wireless sia destinata a sconfiggere sia l'orso borsistico che le previsioni accademiche. Raffaele Cadin 27-4-2000 |