Internet e borsa: la democratizzazione è un valore

In questi giorni di "otto volante" del Nasdaq molti hanno messo sotto accusa il potenziale eversivo (rispetto al costituito ordine tradizionale dei mercati) di internet e del trading online.
La loro colpa sarebbe quella di avere dato accesso alle informazioni ed alla borsa ad una massa disordinata, impreparata e riottosa a logiche e organizzazioni tradizionali di trading che hanno finito per accelerare la volatilità dei mercati facendo saltare ogni equilibrio tradizionale. E allora qualcosa va detta per ribadire che il più importante risultato del web è esattamente quello che i nostalgici dei mercati per pochi considerano una colpa: la democratizzazione della borsa.
Prima di internet la massa delle informazioni era appannaggio di pochi che, usandole con sapienza, si appropriavano di gran parte del valore creato. Non solo, se avevi qualche soldo e voglia di rischiare non potevi che passare attraverso le forche caudine dell'intermediazione professionale che indicava come, dove, quando e in che misura effettuare investimenti. Con internet il gioco cambia. Tutte le informazioni sono disponibili in tempo reale. Se vuoi sapere che combina un'azienda dei sobborghi di Tel Aviv, perché ti passa per la mente di comprarne i titoli sul Nasdaq, allora con tre cliccate puoi accumulare una massa di informazioni che prima ti sarebbero costate un sacco di soldi. Se poi decidi di puntarci i soldi sempre con un paio di cliccate puoi procedere. E' in questo il male? E' in questa crescita delle opportunità di accesso ai mercati dell'informazione e delle azioni la radice demoniaca dei mali attuali?
Molti pensano di si. Per Goa internet e online trading sono un'occasione di crescita dei mercati finanziari e, in particolare, per gli italici bot-people alla ricerca di un nuovo attracco è la chance di un approdo libero e competente al mercato azionario.
Agli eccessi dei mesi scorsi legati alla scarsità di offerta sul nuovo mercato si sta progressivamente sostituendo una capacità di selezione più elevata, mirata alla valutazione del core business di un proposta imprenditoriale ed alla sua capacità di adattarsi alla pluralità di opportunità che l'innovazione tecnologica offre. Freedomland è stata la prima a fare le spese di questa maggiore rigidità di valutazione, tuttavia è nel medio-lungo periodo che si vedrà la capacità selettiva del mercato di pari passo con la dinamica dei titoli trattati.