La tentazione della fuga
E ora la tentazione del disimpegno e, perché no, della fuga dai tech stock può diventare irresistibile. Il Nasdaq ieri ha vissuto una giornata di caduta verticale, una vertiginosa corsa verso il basso in seguito all'annuncio del ridimensionamento, vero o presunto, dei guadagni attesi da Microsoft e da Compuware. A cedere sono stati anche i grandi protagonisti da Cisco a Dell ( si è salvata solo Yahoo!) e così sembra che le cose si stiano mettendo proprio male. Insomma, molti urlano che non è in atto una ridefinizione o una ridistribuzione del valore o l'affermarsi di nuovi criteri di selezione del mercato, ma semplicemente la fine di una superbolla e di una grande illusione che l'ha generata. A Goa non la pensiamo così. E vogliamo ribadire la validità dei 12 consigli (su www.Goa.it) sui quali l'investitore deve fondare la sua azione in questa fase. Non fatevi vincere dal panico, non entrate nella corsa alla s/vendita e, anzi, approfittate della tempesta ribassista per ridefinire il vostro portafoglio facendo ricorso ad una ferrea logica selettiva basata sul principio che "tutto ciò che fa oggi o in tempi brevi profitti sul o tramite il web è bello". Proprio questo diventa il nocciolo della contesa da cui può ripartire il mercato: quanto pesano i guadagni realizzati dalle web companies nella valutazione di mercato delle imprese. Perché su questo fronte stanno arrivando notizie positive per molte imprese. Proprio ieri, a mercato ormai chiuso, Advanced Micro Devices che produce chip, Rambus che produce una tecnologia che accelera la memoria dei pc, e anche Ariba impegnata nell'offerta di soluzioni B2B hanno annunciato un significativo incremento di fatturato e guadagni. Insomma, i fondamentali cominciano a dare segnali di movimento positivo e questo dovrebbe condurre a discriminare tra "bambino e acqua sporca", condannando i bidoni vuoti e promuovendo a pieni voti chi ha fatto del web uno strumento di innovazione del modo di fare business. Ma adesso il problema è diverso. E' la fiducia degli investitori ad essere scossa. Il Nasdaq, in questo momento, provoca tremolio di gambe a chi ci ha messo i soldi e ancora di più a chi dovrebbe o potrebbe metterceli. Restaurare la fiducia diventa l'obiettivo e lo strumento per bloccare la caduta. Intanto, voi investitori che avete fatto incetta di Tiscali, Opengate, Finmatica, E.biscom, Inet, Gandalf, Poligrafica San Faustino o di altre imprese nostrane che si sono posizionate sulla frontiera della new economy cominciate con l'applicare il criterio della valutazione severa delle potenzialità di guadagno concrete delle aziende, delle prospettive dei settori in cui operano o opereranno e delle strategie dei rispettivi management. Non lasciatevi tentare dalla sirena disfattista, con freddezza ridefinite il criterio con cui decidete acquisti e vendite. Così come in tempi di vacche grasse abbiamo sempre sottolineato che l'investitore libero deve essere iperinformato e competente e non seguire la moda che tutto ciò che è dotcom va bene, così ora nel cuore della tempesta invitiamo a non lasciarsi andare a decisioni liquidatorie. Il mercato sta cercando, in una logica ancora confusa, un modo diverso di scegliere quali aziende meritano di essere finanziate per sviluppare i propri progetti. Cercate di stare dentro questa corrente che è quella giusta e vincente anche per il vostro portafoglio. |