L'ondata di fusioni fra le telecoms può sconvolgere l'assetto in Latinamerica
L'unione fra le statunitensi BellSouth e la SBC nel settore della telefonia cellulare, firmato la settimana passata, avrebbe potuto segnare una svolta nell'area latina, considerato che la prima, grazie ad una aggressiva campagna espansionistica, è riuscita a diventare la società leader nella telefonia cellulare in America del Sud. E sebbene la loro alleanza non darà luogo a progetti nella zona meridionale del continente americano, ha fatto scattare un campanello d'allarme su due fronti. Da una parte ci sono le grandi operatrici telefoniche tutte indaffarate a cercare partner con cui creare sinergie per nuove possibilità di business. Dall'altra ci sono i controllori nazionali della regolarità del mercato, le autorità antitrust che vigilano e stanno ben attente a consolidamenti che possano minare la libera concorrenza. Fra i giganti del settore delle telecomunicazioni, quelli che hanno scommesso in maniera più decisa sul continente sono state le società europee, prime fra tutte la spagnola Telefonica, e Telecom Italia. Deutsche Telekom e BT invece sono rimaste fuori dalla regione e per questo, secondo un'opinione diffusa nel continente, corteggiano le due rivali per stringere accordi che aprirebbero loro la porta per ottenere presenze significative. Telecom Italia e Telefonica sono presenti soprattutto in Brasile Argentina e Cile. In Brasile poi c'è un altro importante protagonista: Portugal Telecom che, nel caso fosse assorbita o si fusioni con altri operatori europei, darebbe dei problemi ai regolatori locali. che probabilmente sarebbero costretti a rivedere tutta la legislazione che regola il mercato delle telecomunicazioni in Brasile. Il consolidamento ormai è un fatto inevitabile e poi anche i regolatori si sono accorti che da tali processi si generano forti iniezioni di capitali. All contrario un'eccessiva regolamentazione antitrust costituisce un freno, quasi un'inibizione nei confronti dei grandi gruppi disposti ad investire. Si pone dunque il problema di come attrarre i capitali dei grandi gruppi in un momento peraltro molto propizio per le fusioni e le alleanze. In questo scenario sono molti gli analisti che sottolineano il pericolo dell'eccesso di regole che inibisce questi processi di consolidamento nel Sud America, processo che oltrettutto costituirebbe un impulso alla concorrenza e al miglioramento dei servizi. Brasie e Cile sono nelle migliori condizioni per poter salvaguardare la concorrenza perchè, il modello adottato nel settore telecom, garantisce alle aziende grandi porzioni di mercato. All'opposto ci sono i modelli di Colombia e Venezuela molrto segmentati, mentre Messico ed Argentina, dopo aver lasciato il mercato ad un monopolio privato, ora si sono orientate verso una diversificazione dell'offerta. Fusioni ed alleanze non sono necessariamente sinonimi di restrizione della concorrenza, anzi una feroce competizione andrà a vantaggio dei clienti perchè le società per poter guadagnare quota di mercato saranno costrette ad abbasse i prezzi o ad offrire servizi qualitativamente migliori. Esempiio lampante è il Cile che pur essndo un mercato piccolo per attrarre forti capitali, in confronto a Messico, Brasile ed Argentina, presenta uno dei contesti concorrenziali più sviluppati del mondo in cui le operatrici telefoniche si battono a colpi di offerte sempre più vantaggiose per gli utenti. Secondo Stephen Barnes, analista del Santander Investment in Cile, dopo le mosse di Telefonica (l'anno scorso ha consolidato la sua presenza comprando tutte le società controllate) anche Telecom Italia seguirà i passi della spagnola, procedendo ad una riorganizzazione dell'impresa per settori di business, evitando cosài probabili conflitti con azionisti minoritari. Oltre alle previsioni sulla crescita del PIL e del potere acquisitivo nell'America latina, che avranno una crescita che giustifica gli investimenti effettuati, le grandi aziende pensano all'intero continente come un banco di prova per testare le nuove tecnologie legate al wireless, in una regione in cui la rete di linee terrestri è relativamente piccola. Nicola Pittau 14-04-00 |