Il potere dei guru
Nei commenti che sono seguiti alle ultime tempestose settimane dei mercati tecnologici, una voce ricorreva insistentemente. Quella che il crollo dei titoli internet fosse conseguenza di una antecedente sopravvalutazione che di essi era stata fatta da parte di alcune fonti informative (riviste, quotidiani, analisti etc.) che avevano influenzato ogni misura al rialzo il comportamento degli investitori. Un autorevole economista della sinistra italiana ha in particolare accusato il settimanale BusinessWeek (che dedica un inserto mensile al mondo della net-economy) di aver creato artificiosamente il mito dei titoli internet. Questo potere attribuito a BusinessWeek, esce in qualche modo confermato dal tenore dei titoli dell'ultimo numero della rivista. Il titolo di copertina era infatti "Wall Street. La festa è finita"; all'interno un articolo dedicato alle società di e-commerce dall'intraducibile ma efficacissimo titolo "Dead e-tailers walking"; infine un editoriale del guru Robert Kuttner intitolato "Si, è proprio una bolla speculativa". Abbiamo finalmente trovato lo iettatore che ha tolto il sonno a milioni di investitori nel mondo!!!! Prima di ricorrere ai tradizionali rimedi contro la iella è forse opportuno ridimensionare il potere dei media ed in genere delle varie tipologie di guru finanziari. Al di là dei casi di dolo e malafede (comunque circoscritti) gli analisti commentano soggettivamente quello che accade, e certamente hanno un ruolo secondario nel determinarlo. Goa non è mai stata acriticamente ottimista nelle fasi di euforia né tanto meno è disfattista in questi giorni di ribassi continuati. Come abbiamo avuto già modo di affermare in altri articoli, la net-economy è entrata in una fase di consolidamento. Le praterie di crescita illimitata si sono definitivamente ristrette. Ogni nuova ipo non può più essere valutata avendo come modello di riferimento Microsoft che è riuscita a ritagliarsi (ma non si sa per quanto) un ruolo di monopolista in un mercato ricchissimo. Oggi ogni impresa della rete deve confrontarsi nel suo ambito di mercato con decine di concorrenti; molte di tali realtà imprenditoriali sono destinate a perire. Rimane però indubbio che il settore della net-economy ha margini di crescita nettamente superiori a qualsiasi altro comparto economico. Investire su di essa resta una scelta razionalmente condivisibile; è solamente diventato più complicato scegliere (perché scegliere si deve!!) su quale cavallo puntare tra i mille in corsa. Uno Rosso 14-04-00 |